Lo sapevi che 3 capi di fast fashion su 5 finiscono in una discarica? Ogni anno vengono prodotti circa 100 miliardi di capi di abbigliamento. Nel mentre, più o meno ogni secondo, un camion pieno di vestiti viene bruciato o depositato in una discarica.  

Penso che una parte fondamentale di quello che siamo sia il nostro stile: quello che decidiamo di mettere per rispecchiare noi stessi. Vestirsi è una forma di espressione di sé molto importante. 

Una delle prime cose da rivalutare quando si cerca di vivere in maniera più sostenibile è quello che acquistiamo e che indossiamo.

Scegliamo ogni giorno cosa mettere addosso e, ogni giorno, abbiamo la possibilità di scegliere di smettere di contribuire a una pratica che non è più sostenibile: il fast fashion

Cos’è il fast fashion? 

“Fast fashion” è un termine utilizzato per indicare la moda istantanea, quella che passa rapidamente dalle passerelle agli scaffali.

Queste linee di moda vengono prodotte in modo rapido ed economico, per consentire ai consumatori di acquistarle a basso prezzo.

Questa strategia viene utilizzata dalla maggior parte dei grandi rivenditori. Alla fine di questo articolo troverai una lista dei marchi fast fashion. 

Perché non andrebbe acquistato? 

Ci sono diverse motivazioni per cui sarebbe bene smettere di contribuire al mercato del fast fashion.

Quel “Non costa niente, lo compro!” mi ha accompagnata per anni. È stato tossico non solo per me, ma anche per il pianeta, gli animali e le persone. Quel “Non costa niente” un costo ce l’ha, e anche importante. Le aziende di fast fashion hanno la priorità di fare profitto. Parliamo di decine di miliardi di euro. Per guadagnare così tanto offrendo prodotti a prezzi così bassi, qualche fregatura ci deve essere, non pensate?

Le condizioni dei lavoratori

Spesso quando spiego la mia posizione nei confronti degli animali, mi viene chiesto perché mi importi così tanto di loro quando ci sono persone che muoiono e soffrono ogni giorno. È una domanda lecita, soprattutto se riferita all’etica del lavoro e alle condizioni in cui esseri umani sono sottoposti per l’industria del fast fashion.

Questo senso di ingiustizia e di volontà di terminare la sofferenza di altri esseri viventi dovuta al nostro egoismo, secondo me dovrebbe estendersi anche gli altri esseri umani. Per quanto sia possibile utopicamente evitare le sofferenze di ogni essere su questo pianeta, nella vita pratica può risultare molto complesso (se non impossibile, in alcuni casi).

Quello che mi sento di fare io (e ognuno si sente come si sente e non deve sentirsi attaccato per sentirsi diversamente) è di cercare di acquistare meno cose, di qualità migliore, prodotte eticamente e con materiali che non provengono dagli animali.

Questa premessa, era per presentarvi il primo grosso problema del fast fashion: il trattamento dei lavoratori.

Per vendere a basso costo, bisogna anche produrre a basso costo. Questo significa che tutti i processi della produzione verranno sacrificati, compresi quelli che coinvolgono i lavoratori. E non parlo solo di salari miseri, spesso nemmeno sufficienti per vivere, ma di condizioni lavorative allucinanti, che noi possiamo immaginarci a fatica.

Il primo episodio che mi viene in mente parlando di diritti umani, è quello successo in Bangladesh il 24 aprile del 2013. È crollato un edificio di otto piano che, tra le altre cose ospitava cinque industrie tessili. Non si sa quante persone fossero all’interno dell’edificio al momento del crollo, ma sappiamo che le vittime sono state più o meno 1.125 e i feriti oltre 2.500. L’edificio doveva essere di cinque piani ma il proprietario ne aveva aggiunti illegalmente altri tre. Il giorno prima della tragedia i lavoratori avevano chiesto di controllare delle crepe che si erano create nel palazzo e sono stati ignorati. Questo è solo uno degli episodi che testimoniano le condizioni dei lavoratori nelle fabbriche tessili.

A questo proposito, consiglio un documentario che mi ha completamente aperto gli occhi sull’industria del fast fashion: The True Cost.

È un film documentario del 2015 diretto da Andrew Morgan che denuncia l’industria della moda, con un focus sul fast fashion (in particolare, catene come H&M, Zara, Primark, Forever 21 e via dicendo).

L’impatto ambientale

Dal lato ambientale, ci sono diverse motivazioni per cui il fast fashion è deleterio.

Innanzitutto non c’è attenzione per i tessuti scelti, per le tecniche di produzione e per l’utilizzo di pesticidi o sostanze chimiche aggressive.

Le emissioni di gas serra sono incredibilmente alte. Secondo l’UN Environment il fast fashion è responsabile dell’8% delle emissioni totali di carbone.

Poi c’è l’utilizzo di enormi quantità di acqua e di energia. L’industria della moda è la seconda più grande industria di consumo di acqua, che richiede circa 2.700 litri d’acqua per produrre una t-shirt di cotone. Che è la stessa quantità che una persona, in media, beve nell’arco di due anni e mezzo.

La tintura dei tessuti è il secondo più grande inquinatole di acqua al mondo dal momento che l’acqua rimanente dal processo di tintura viene spesso scaricata in fossi, ruscelli o fiumi.

Inoltre, la merce invenduta viene generalmente bruciata e, essendo prodotta con materiali sintetici di pessima qualità, possiamo solo immaginare quanto possano essere tossiche le sostanze rilasciate dal fumo prodotto dalla combustione.

Un esempio lampante di fast fashion è quello del marchio Shein

Nonostante le numerose accuse alla catena di approvvigionamento, danni ambientali, design razzisti e plagio, Shein è l’app per lo shopping più scaricata negli Stati Uniti ed è ora la più grande azienda di moda online al mondo.

Mentre marchi come H&M e Zara introducono nuovi capi tenendo traccia delle tendenze e impiegando 3 settimane per realizzare nuovi modelli, Shein ha ridefinito la definizione di fast fashion utilizzando dati in tempo reale per ridurre i tempi di produzione a 5-7 giorni. Il 70% dei prodotti Shein è sul sito da meno di tre mesi, con il rivenditore che aggiunge dai 700 ai 1.000 nuovi articoli ogni giorno. 

Come posso smettere di acquistarlo? 

Ma come possiamo fare concretamente a smettere di acquistare fast fashion?

Informati il più possibile sull’industria del fast fashion 

Informandoti il più possibile, avrai sempre presenti le motivazioni per cui non vale la pena continuare a sostenere questo tipo di industria. 

Stai alla larga dai negozi di fast fashion 

Uno dei miei consigli per chi vuole evitare di acquistare fast fashion è quello di non andare fisicamente nei negozi. Ci vuole tempo per disimparare le proprie abitudini, soprattutto se radicate dentro di noi, e secondo me allontanarsi fisicamente dalla tentazione e dall’impulso di acquistare fast fashion è uno dei modi migliori per reindirizzare il proprio comportamento.

Se normalmente nel tuo tempo libero andavi in centri commerciali o a spasso in qualche via piena di negozi, prova a organizzare qualche attività diversa: fai un giro in campagna, una gita fuori porta, visita una nuova città, vai a vedere un museo, una galleria d’arte, vai al cinema, iscrivi a un corso e impara qualcosa di nuovo… insomma, quello che vuoi tu!

Realizzare che la gioia non deriva necessariamente dall’acquisto di cose materiali può essere un modo per aiutarti a smettere di acquistare.

Ovviamente quest’anno la situazione è particolare, visto che per molto tempo i negozi sono stati chiusi e non abbiamo avuto la liberà di uscire e andare a fare shopping. Da questo punto di vista, possiamo essere anche avvantaggiati da questa situazione per cercare di cambiare le nostre abitudini.

È chiaro che abbiamo accesso agli store online, quindi comunque possiamo fare acquisti. Sicuramente lo stare in casa tutto il giorno non aiuta, ma sta a noi decidere quali siti visitare. Seguire persone che promuovono uno stile di vita etico e sostenibile, può aiutare molto. Smettere di supportare persone o piattaforme che invogliano a comprare fast fashion può sicuramente esseri di aiuto.

Capisci perché vuoi acquistare qualcosa

Indipendentemente dal fatto che io stia acquistando qualcosa di seconda mano o da un'azienda sostenibile, cerco di chiedermi perché voglio fare l’acquisto.

Ho davvero bisogno di qualcosa? Sto riempendo l’armadio semplicemente perché ho un po’ di spazio o perché sto andando a sostituire qualcosa che non posso più indossare?

Imparare a capire il perché delle nostre scelte può aiutarci a comprendere perché a volte agiamo in modo impulsivo e se stiamo facendo un acquisto necessario o, in realtà, c’è qualcosa sotto.

Per carità, è anche lecito decidere di farsi un regalo ogni tanto… ma se stiamo facendo acquisti per noia, per esempio, forse dovremmo riconsiderarli.

Quando decidi di investire i tuoi soldi in qualcosa che effettivamente ti serve e rifletti su come impiegare il tuo tempo e le tue energie, utilizzi il denaro in modo più interessante o lo risparmi del tutto.

Con questo non dico che non sia mai giusto fare acquisti. Io, per esempio, se vedo qualcosa di sostenibile che mi piace me lo segno. Aspetto un po’ di tempo e, se ci penso per qualche settimana e sento di aver bisogno o semplicemente di desiderare qualcosa, posso anche pensare di acquistarlo.

Ci sono tantissime cose che vedo ogni giorno online che mi piacciono vegane, ecosostenibili e prodotte eticamente, ma ho capito che questo non significa che devo possederle immediatamente, cosa che prima con il fast fashion pensavo e applicavo.

Scegli qualcosa di seconda mano

Un’alternativa ai brand sostenibili ed etici sono gli acquisti di seconda mano. Anzi, in realtà sarebbero la scelta migliore sempre, soprattutto dal punto di vista ambientale. Un grande vantaggio del second hand, oltre al fatto di essere l’opzione migliore per l’ambiente per eccellenza (dopo il non acquistare affatto, ovviamente) è il costo. Infatti, le cose di seconda mano sono davvero accessibili a tutti e comparabili spesso ai prezzi del fast fashion, se non inferiori.

Se non sai dove acquistare capi di seconda mano, ti consiglio innanzitutto l’app Depop, che è un paradiso del vintage e del sacond hand, ed è accessibile in ogni momento da qualsiasi parte. Vinted è simile a Depop e può essere estremamente utile. Micolet è un altro sito di seconda mano dove si trova di tutto, usato compreso. 

Poi ti consiglio di dare un’occhiata alla mappa che ho creato con tutti i negozi vintage e di seconda mano di cui sono a conoscenza. 

Compra meno cose e di migliore qualità 

Io personalmente ho deciso di smettere di acquistare cose se non quelle che devo andare a sostituire, ma ci sta anche voler continuare ad acquistare qualcosa di nuovo di tanto in tanto.

Abbandonare il fast fashion non significa necessariamente non comprare mai nulla, ma piuttosto trovare modi diversi per farlo.

Se forzi troppo te stesso, è molto più facile che tu ceda e ti conceda di nuovo il fast fashion. Come tutti i cambiamenti, ricordati che non c’è fretta!

Potresti iniziare dal limitare le cose che acquisti in un determinato periodo di tempo, fare acquisti più impegnativi ma molto meno frequenti, o stabilire le tue regole personali, tipo: “se non posso abbinarlo con almeno quattro cose che già ho, non lo compro”.

Scegliere capi classici, minimali e di tuo gusto può aiutarti a evitare i trend, in modo da costruirti un armadio che amerai e indosserai sempre, anche negli anni a venire.

Trova il tuo equilibrio

A volte possiamo ritrovarci a consumare troppo perché non riusciamo a capire come mettere insieme il nostro guardaroba. Potremmo comprare qualcosa che ci piace, poi renderci conto che non è compatibile con nient'altro che possediamo, quindi acquistare più articoli per abbinare quell'unica cosa. Questo ciclo può ripetersi più e più volte, portando costantemente quantità crescenti di cose nelle nostre case e rendendo più stressanti vestirsi e fare acquisti. Potresti avere un armadio pieno di colori e stampe, ma senti di non avere niente da indossare perché niente di quello che hai va bene.

Non sto dicendo che ora dovresti buttare via tutto e ricominciare. Ciò di cui potresti aver bisogno è trovare intenzionalmente un equilibrio.

Un guardaroba deve essere in grado di funzionare insieme, quindi avere un giusto mix di elementi di base e articoli divertenti significa che dovresti essere in grado di mescolare e abbinare all'infinito ciò che possiedi.

Le basi forniscono gli elementi costitutivi: elementi senza tempo e versatili a cui non devi pensare troppo, i pezzi sperimentali si uniscono nel mix perché corrisponderanno sempre alle basi. E soprattuto, che amerai indossare!

Lista di brand di fast fashion nel 2021

  • & Other Stories
  • Abercrombie & Fitch
  • ASOS
  • Bershka
  • Cheap Monday
  • COS
  • Fashion Nova
  • Forever 21
  • GAP
  • Guess
  • H&M
  • Hot Topic
  • Mango
  • Massimo Dutti
  • Miss Selfridge
  • Missguided
  • Monki
  • Nasty Gal
  • New Look
  • Next
  • Old Navy
  • Oysho
  • Pretty Little Thing
  • Primark
  • Pull & Bear
  • Rip Curl
  • River Island
  • Shein
  • Stradivarius
  • TopShop
  • Uniqlo
  • United Colors of Benetton
  • Urban Outfitters
  • Victoria's Secret
  • Wish
  • Zaful
  • Zara

La lista è sempre in aggiornamento. Se hai delle segnalazioni da fare, puoi mandare unemail all'indirizzo hello@theoptimisticapple.com! 

08 settembre, 2021 — Vittoria Tomassini