Cosa significa cruelty-free?

Un cosmetico può essere definito cruelty-free quando non viene testato sugli animali.

In Europa, l’11 marzo 2013 è entrato in vigore il divieto assoluto di testare sugli animali nel settore cosmetico.

Quindi siamo sicuri che i brand di cosmetica che acquistiamo in Italia siano cruelty-free? No.

La legge infatti è stata circoscritta agli ingredienti creati appositamente per il settore cosmetico.

Quindi, se un ingrediente utilizzato all’interno di un prodotto proviene dal settore farmaceutico o alimentare, potrebbe essere stato testato sugli animali.

Inoltre, gli ingredienti testati sugli animali prima dell’entrata in vigore della legge, possono essere utilizzati per i nuovi prodotti.

Alcuni brand – quelli certificati ICEA-LAV – utilizzano esclusivamente ingredienti in commercio da lunghi anni, parte di una lista dichiarata sicura già nel 1976 e quindi non oggetto di sperimentazione.

Comunque, in generale, la maggior parte dei prodotti venduti in Europa sono cruelty-free. Ma spesso non lo sono i brand che li producono. Non è detto che un marchio sia cruelty-free solo perché distribuisce in Italia prodotti che lo sono: un brand può produrre cosmetici cruelty-free in Europa ma non nel resto del mondo.

In alcuni paesi, i test sugli animali sono ancora obbligatori. Tutte le aziende che producono o vendono lì i propri prodotti, devono necessariamente effettuare i test. Le aziende che decidono di vendere in questi paesi, accettano l'animal testing. Per esempio, in Cina è obbligatorio per legge testare sugli animali. Quindi, un brand che vende i suoi prodotti anche in Cina, sicuramente dovrà effettuare animal testing sul territorio cinese. 

Come possono i brand commercializzare i propri prodotti in Cina senza effettuare test? Vendendo solo online, per esempio. Infatti, vendere online non implica l’obbligo di testare sugli animali.

Attenzione: Le leggi in Cina sono cambiate a maggio del 2021, per le ultime novità, puoi dare un'occhiata a questo articolo

Sulle etichette dei prodotti, si possono trovare alcuni simboli per aiutarci a riconoscere un prodotto cruelty-free. Le associazioni più famose che rilasciano certificazioni cruelty-free sono Peta e Leaping Bunny (ICEA-LAV), entrambe riconoscibili con il simbolo del coniglietto bianco. Ma ricordiamoci che se un prodotto è cruelty-free, non significa che il brand non testi sugli animali.

I test nel settore cosmetico servono generalmente per verificare le reazioni dei composti chimici. Consistono in test di irritazione cutanea e oculare infilando composti chimici negli occhi degli animali e depilandoli per provare i composti direttamente sulla pelle, test di ingestione forzata forzandoli a mangiare composti e test sulla dose massima tollerata prima di ammalarsi di cancro o morire. Ogni anno vengono utilizzati circa 200.000 animali, soprattutto conigli, porcellini d'India, criceti, ratti, topi, cani (soprattuto beagles) e scimmie.

Vittoria Tomassini